Recensione su Versailles no bara, il nuovo film su Lady Oscar

In questa recensione su Versailles no bara vi parlo delle mie impressioni e punti di vista sul nuovo film animato del 2025, che ha come protagonista l’intramontabile Lady Oscar.

Sono una grande fan della serie, nella mia libreria ho tutta la serie in dvd, ho letto il manga e ho anche diverse action figure di Lady Oscar. Apprezzo questi progetti moderni di rivisitazione dei classici della cultura nerd e giapponese, perché trovo siano davvero utili per portare l’attenzione delle nuove generazioni sui capolavori che hanno fatto la storia.

La trama di questo film del 2025, Versailles no bara – Lady Oscar, ha cercato di ripercorrere le tappe della serie anime e manga con alcune differenze e con un mix sapiente di scene tratte da entrambe le fonti. Ma andiamo con ordine e iniziamo con una veloce presentazione dell’opera per poi passare alle mie prime impressioni.

Come è nato il personaggio di Lady Oscar

Il nuovo film d’animazione su Lady Oscar era uscito in Giappone il 31 gennaio 2025. Non c’erano informazioni sull’uscita italiana e quindi sembrava che l’uscita non fosse imminente. In realtà da aprile lo abbiamo avuto disponibile con doppiaggio italiano sulla piattaforma di Netflix! Si tratta di un omaggio moderno all’opera originale di Riyoko Ikeda, per celebrare il 50esimo anniversario del manga e i 45 anni dalla serie animata del 1979.

Il personaggio di Oscar François de Jarjayes non esiste nella storia: è nato nel 1972 dalla mente dell’autrice giapponese Riyoko Ikeda, che l’ha reso protagonista del manga “Versailles no Bara” (Le rose di Versailles). L’autrice ha tratto ispirazione dalla biografia di Maria Antonietta scritta da Stefan Zweig e inizialmente il suo progetto doveva avere Maria Antonietta come personaggio principale ma poi cambiò idea. Ikeda creò una protagonista androgina, cresciuta come un uomo per volere del padre, con l’intento di esplorare tematiche di genere, classe sociale e rivoluzione. L’idea si rivelò vincente e ne decretò il successo a livello globale.

Versailles no bara, il film per il 50esimo anniversario del manga

Il film del 2025 “Versailles no bara” è diretto da Ai Yoshimura e prodotto dallo studio MAPPA. Per esigenze di durata, la trama è molto ridotta e segue quattro personaggi principali: Lady Oscar, André Grandier, la regina Maria Antonietta, il Conte di Fersen. Le loro esistenze si intrecciano con le vicende storiche della Francia del XVIII secolo, prima della Rivoluzione Francese.

Fra questi personaggi si creano interscambi e relazioni: come sappiamo, Lady Oscar è segretamente innamorata del conte di Fersen che a sua volta ha una relazione con la regina Maria Antonietta. Andrè Grandier prova un forte sentimento per Oscar fin da quando sono piccoli ma non riesce a farsi avanti a causa delle sue umili origini. Anche Maria Antonietta all’inizio sembra essere affascinata da Lady Oscar e dal suo aspetto mascolino. Inoltre non è per niente felice come moglie del futuro re di Francia.

Recensione su Versailles no bara, il nuovo film su Lady Oscar

Il film Le rose di Versailles – Lady Oscar (2025) offre una rivisitazione moderna, graficamente diversa ma nel contempo affascinante di un classico giapponese. Cerca di mantenersi fedele all’opera originale, ma presenta molte differenze dovute alla necessità di condensare una storia complessa in un formato cinematografico di un’ora e cinquanta. La narrazione è molto rapida, c’è meno spazio per l’approfondimento psicologico dei personaggi, delle loro storie passate e delle loro relazioni. Alcuni eventi e personaggi secondari sono stati ridotti o omessi e anche molti momenti chiave della storia mancano.

Il personaggio di Rosalie Lamorlière appare di sfuggita e Alain de Soisson ha un rapporto meno profondo con Oscar e André. Non si vedono la contessa di Polignac con sua figlia Charlotte, che assieme a Jeanne de Valois avevano animato la serie anime con molti episodi e vicende intricate. Manca anche tutta la storia del Cavaliere Nero assieme alle vicende storiche del periodo prima della Rivoluzione.

La trama, un mix di scene riprese dal manga e dall’anime

Da apprezzare sicuramente il fatto che gli autori hanno ripreso le scene un po’ dalla serie anime e un po’ dal manga. Prendiamo ad esempio, la scena in cui Andrè è sopraffatto dalla gelosia e dalla disperazione all’idea che Oscar possa sposare un altro uomo (Girodel). Decide quindi di avvelenare il suo vino, perché ha intenzione di ucciderla e poi togliersi la vita, come nei romanzi d’amore medievali e rinascimentali. Tuttavia, proprio mentre Oscar sta per bere, si rende conto dell’orrore del suo gesto e le butta via il bicchiere. Questo momento è ripreso dal manga e non è presente nell’anime e ci mostra un André più oscuro, estremo e disperato.

Altra scena ripresa dal manga è quella della perdita dell’occhio da parte di Andrè. Durante uno scontro della Guardia Reale contro una folla di manifestanti, André viene colpito in volto e ciò gli causa la perdita della vista. Nella serie anime invece André perde l’occhio durante un duello con il Cavaliere Nero, un misterioso spadaccino che parteggia per il popolo. In questo scontro, il Cavaliere Nero colpisce l’occhio di André con il fioretto, ferendolo gravemente.

Anche la notte d’amore di Oscar e Andrè nel finale è ripresa dal manga. Nell’anime infatti i due si uniscono nel bosco, in una sorta di danza della natura al chiaro di luna. Nel manga invece i due protagonisti si dichiarano reciprocamente il loro amore e trascorrono insieme la notte nella loro abitazione, proprio come vediamo nel film del 2025. Quindi il film ha optato per la scena rappresentata in modo più esplicito rispetto alla versione silvestre e aulica dell’anime.

Cosa ne penso del film del 2025 su Lady Oscar

Dal mio punto di vista è stata una piacevole visione ma penso che non si possa solo guardare il film: la visione della serie e la lettura del manga sono imprescindibili.

Molte situazioni del film sono incomprensibili se non si conosce la serie o il manga. Una fra tutte il famoso ballo di corte con Oscar vestita da donna: lei balla con Fersen, il quale non si accorge che è Oscar. Fersen sembra ammaliato da lei; tra l’altro lui è anche single, dato che ha dovuto mettere da parte il suo rapporto con Maria Antonietta per evitare di crearle dei problemi.

Nel film del 2025 Oscar fugge in lacrime e non si capisce perché, visto che sta coronando il suo sogno di stare con l’uomo di cui è invaghita e lui sembra ricambiare. Nella serie anime invece si capisce tutto: Fersen inizia a parlare e la “friendzona”, dicendo che lei assomiglia ad un suo caro amico. Oscar capisce di essere solo “un amico” agli occhi di Fersen, che non la vede nemmeno come una donna, quindi neanche come una possibile partner. Lei per lui è solo un nobile comandante, un amico fidato che protegge la regina Maria Antonietta (il suo unico amore).

Perché leggere il manga e vedere la serie anime di Lady Oscar

Vi consiglio la lettura del manga di Lady Oscar per vari motivi. Quest’opera è considerata un classico assoluto dello shōjo (i cosiddetti fumetti per ragazze) e ha influenzato anche la narrativa storica e il fumetto giapponese in generale. Lo stile di Ikeda è ispirato all’arte europea, con tavole eleganti, volti espressivi, abiti sontuosi e una cura quasi barocca per i dettagli. Inoltre le scene emotive e drammatiche sono rese con grande potenza visiva, talmente coinvolgenti che vi faranno dimenticare che state solo leggendo un fumetto.

Anche la serie anime merita di essere vista nella sua interezza: la trama è davvero ricca e intricata, segue la vita di Lady Oscar da quanto è appena nata fino a dopo la sua morte, mostrando la sua crescita spirituale e morale e la sua evoluzione. I personaggi sono tanti e tutti caratterizzati in maniera dettagliata e precisa, partendo dal loro background e toccando le loro motivazioni più profonde. Lo stile estetico richiama i disegni del manga con personaggi affusolati, espressioni drammatiche e un’attenzione ai dettagli degli abiti e dell’architettura di Versailles. Ma i colori donano un effetto molto realistico e di impatto alle scene.

La serie inoltre permette di ascoltare le musiche di Kouji Makaino e gli inserti orchestrali, oltre alle famose sigle italiane cantate dai Cavalieri del Re e da Cristina D’Avena. Quindi il mio consiglio è di guardare il film ma non dimenticatevi di recuperare almeno la serie animata!

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