“Kyashan il ragazzo androide” (in originale Shinzo Ningen Kyashan) è un anime giapponese che ha lasciato un segno profondo nella storia dell’animazione. Creato da Tatsuo Yoshida, fondatore della casa di produzione Tatsunoko, il cartone debuttò in Giappone nel 1973 e fu trasmesso in Italia a partire dagli anni ’80. La serie conta 35 episodi ed è diventata un cult per il suo tono malinconico, le atmosfere cupe e i temi adulti affrontati sotto forma di avventura fantascientifica.
La storia di Kyashan: come diventa un androide
Il protagonista è Tetsuya Azuma, un giovane che decide di sacrificare la propria umanità per salvare il mondo.
Suo padre, il dottor Azuma, ha creato quattro androidi per risolvere i problemi dell’inquinamento. Ma un corto circuito dona loro coscienza e libero arbitrio, trasformandoli in ribelli decisi a dominare la Terra. Per opporsi a loro, Tetsuya si fa trasferire nel corpo di un androide, diventando così Kyashan: un eroe potente ma condannato a vivere come un robot immortale.
Il cane robot Flender: da Lucky a compagno di battaglie
Una delle figure più amate della serie è senza dubbio Flender, il cane-robot che accompagna Kyashan. In origine era Lucky, il fedele cane di Tetsuya. Durante uno scontro con gli androidi viene gravemente ferito e il dottor Azuma decide di trasformarlo in un compagno meccanico del figlio.
Ma Flender è molto più di un animale-robot: è capace di trasformarsi in veicoli diversi (automobile, jet, trivella, sottomarino) ed è fondamentale in battaglia. Ma soprattutto, rappresenta per Kyashan il legame con la sua umanità perduta: nei momenti più cupi, il ragazzo androide ritrova in Flender l’affetto sincero e la fedeltà del suo amato cane.
Flender è decisamente il personaggio più rappresentativo e apprezzato della serie, forse è perché incarna la parte più pura e indimenticabile di questa storia: l’amicizia eterna tra un ragazzo e il suo cane, anche oltre i confini dell’umano.
Il cattivo in Kyashan: Briking Boss, il sosia di un dittatore famoso
Il principale antagonista è Briking Boss (Briking), il capo degli androidi ribelli. La sua fisionomia e i suoi atteggiamenti richiamano volutamente figure dittatoriali del Novecento. Appare massiccio e autoritario e il suo modo di guidare l’esercito, agendo dietro le quinte e affidandosi a pochi collaboratori fidati, richiama da vicino lo stile dei regimi totalitari.
Il suo compagno animale-robot è Warugadar, una pantera meccanica creata appositamente per contrastare Flender, il cane-robot di Kyashan. Warugadar viene costruita utilizzando una lega metallica super resistente.
Accanto a Briking Boss compaiono generali e scienziati androidi, ispirati anch’essi a figure storiche delle dittature del secolo scorso, creando un parallelismo tra l’armata robotica e i totalitarismi del passato.
Lo scienziato scheletrico Akubon ricorda la propaganda e l’intellettualismo di certi ministri del Reich e il generale Barashin, con un fisico possente, evoca le alte gerarchie militari del tempo.
L’ambientazione stessa sembra rimandare all’Europa in guerra: città distrutte, paesaggi cupi e macchine da guerra simili a carri armati reali collocano la battaglia di Kyashan in uno scenario che ricorda i conflitti mondiali. Anche la simbologia non è casuale: la bandiera dei robot presenta un emblema che ricorda vagamente le bandiere totalitarie e i soldati meccanici rendono omaggio a Briking con un saluto che richiama i riti militari della Germania nazista.
Questa cornice storica amplifica il tono drammatico dell’opera: ogni vittoria di Kyashan è amara, perché avviene in un mondo devastato, privo di gioia e speranza. L’umanità sopravvive in un clima di paura e durezza, in cui la libertà sembra sempre un traguardo lontano.
Il cigno misterioso: ecco chi vive dentro al robot
Un personaggio chiave della serie è il cigno bianco robotico. Dentro ad esso dimora la mente di Midori Azuma, moglie del dottor Azuma e madre di Tetsuya. Quando gli androidi ribelli guidati da Briking imprigionano il dottor Azuma e minacciano la sua famiglia, la madre accetta di trasferire la sua mente in un cigno robot chiamato Swanee, di proprietà degli androidi ribelli. In tal modo può fungere da spia e portare aiuto al figlio.
In questa forma, Midori/Swanee vola dietro le linee nemiche per raccogliere informazioni cruciali e fondamentali per le mosse di Kyashan. Tuttavia, può comunicare con suo figlio solo in una modalità molto suggestiva e simbolica: quando la luce della luna si riflette negli occhi del cigno, appare come un’immagine proiettata nel cielo, permettendo loro un colloquio commovente, seppur privo di contatto fisico.
La differenza tra la situazione di Kyashan e quella della madre è che Midori non è morta: il suo corpo è custodito in una botola che lo conserva. Quindi il dottor Azuma può in futuro riportarla in vita. Kyashan invece non potrà mai più tornare umano perché il suo corpo è stato completamente trasformato in un androide.
Chi è Luna, la parte romantica della trama
Nella trama di Kyashan incontriamo anche una splendida ragazza vestita di rosa: questa è Luna Netsuki, amica d’infanzia di Tetsuya che ha un forte legame affettivo col giovane. Luna non possiede poteri sovrumani né capacità meccaniche, ma affronta i pericoli con coraggio e determinazione pur di stare accanto a Kyashan. Porta sempre con sé una pistola creata dal dottor Azuma, che diventa la sua difesa nelle battaglie contro l’esercito di Briking.
Il suo ruolo non è solo pratico, ma soprattutto emotivo: Luna è il filo che lega Tetsuya alla vita che ha sacrificato. In lei rivede la possibilità di normalità e di amore, anche se la trasformazione in androide rende ormai impossibile un futuro insieme come quello che sognavano da ragazzi. Nonostante la sofferenza, Luna non lo abbandona mai: il suo amore è discreto, tenace e umano, un contrappeso fondamentale alla solitudine e alla malinconia che accompagnano Kyashan.
La famosa sigla giapponese
La sigla giapponese di Kyashan è un classico dell’animazione anni ’70, caratterizzata da un tono eroico e drammatico. Si intitola “Shinzo ningen Casshern” (“Combatti Kyashan”) ed è cantata da Isao Sasaki.
Il live action su Kyashan
Nel 2004 è uscito un film live action intitolato “Casshern” (Kyashan – La rinascita), ispirato liberamente all’anime. Il lungometraggio, molto più cupo e complesso, rilegge la storia in chiave filosofica, con riflessioni sul destino, la guerra e l’identità umana.
Cosa succede nel finale della serie
Il finale della serie (episodio 35 – La più grande guerra del pianeta Terra) è coerente con il tono malinconico che l’accompagna. Dopo tante battaglie, Kyashan riesce a sconfiggere Briking e a fermare l’avanzata dell’esercito dei robot. Anche Flender si scontra con la pantera meccanica Warugadar e la sconfigge.
Tetsuya continua a vivere come un androide immortale, senza possibilità di tornare uomo. Sulla Terra rimangono solo i robot “buoni” completamente assoggettati agli umani. Anche Briking è stato ricostruito e ora è impegnato nella ricostruizione delle città. Kyashan e Luna lo incontrano e ridono, vedendo che il loro ex nemico è buono.
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