
I manga e anime con le streghette” sono opere appartenenti principalmente al filone del maho shoujo (magical girl). Qui le protagoniste sono ragazze giovani che possiedono poteri magici, spesso legati a trasformazioni, oggetti speciali o entità magiche che le assistono.
Il termine “streghette” è un modo informale per indicare queste protagoniste: non sono streghe nel senso tradizionale e oscuro del termine, ma figure più vicine a eroine magiche, spesso inserite in contesti scolastici o quotidiani. La magia diventa uno strumento narrativo per affrontare temi come crescita personale, amicizia, responsabilità e scoperta di sé.
In genere questi racconti seguono alcuni elementi ricorrenti: una protagonista inizialmente comune che scopre un potere nascosto, un mentore o compagno magico. E poi una trasformazione visiva che segnala l’uso della magia, e antagonisti che rappresentano minacce esterne o conflitti simbolici. Le storie possono variare molto nel tono, passando da leggere e comiche a più drammatiche o d’azione.
Per chi ama le atmosfere tipiche degli shoujo e le trasformazioni luminose e cariche di simbolismo del maho shoujo, questa raccolta propone 7 titoli in cui giovani protagoniste sono alle prese con poteri magici. Inoltre vivono avventure tra crescita personale, amicizie e sfide sovrannaturali.
Si tratta di opere che spaziano tra toni leggeri, momenti emotivi e trame più articolate, mantenendo però al centro figure femminili che incarnano curiosità, determinazione e cambiamento.
7 Manga e anime con le streghette come protagoniste
1. Il magico mondo di Gigì

Il nome originario è “Mahō no purinsesu Minkī Momo”, cioè “La principessa della magia Minky Momo”. Nasce come anime del 1982 che arriva nel nostro Paese nel 1983.
La prima serie è composta da 63 episodi, mentre la seconda serie, prodotta successivamente nel 1991 e trasmessa in Italia nel 1995, conta 65 episodi. A queste si aggiungono anche tre OAV, anche se in Italia è stato distribuito soltanto il primo, conosciuto con il titolo “Il magico mondo di Gigì – Viaggio nell’isola senza tempo” (1985).
Gigì, conosciuta in originale come Minky Momo, è la protagonista della storia. Una giovane principessa del regno della fantasia Fenarinarsa, un luogo che esiste in equilibrio con il mondo umano e rappresenta i sogni e le aspirazioni delle persone. La sua missione sulla Terra è quella di risvegliare l’immaginazione e restituire fiducia e speranza agli esseri umani, aiutandoli a ritrovare ciò che hanno perso nel tempo, come desideri, ambizioni e capacità di sognare.
Per svolgere questo compito, Gigì possiede la capacità di trasformarsi in una ragazza adulta. Assumendo diverse identità può inserirsi tra le persone e intervenire nelle loro vite in modo discreto. Questa trasformazione non è solo un elemento magico, ma anche narrativo, perché le consente di affrontare situazioni molto diverse tra loro, osservare il comportamento umano e agire per migliorare le circostanze delle persone che incontra. Nel corso delle avventure, l’anime alterna momenti leggeri e fantastici a situazioni più emotive e riflessive.
2. Dolceluna

Titolo originale di Dolceluna è “Mahō no enjeru Suīto Minto” (L’angelo della magia Sweet Mint). L’anime viene trasmesso in Giappone nel 1990 e arriva in Italia l’anno successivo. La serie è composta complessivamente da 47 episodi, sviluppati con una struttura episodica che alterna piccole storie autoconclusive a un percorso narrativo più ampio legato alla missione della protagonista.
Dolceluna è una principessa dodicenne del regno della magia, incaricata di una missione simile a quella di altre protagoniste del filone maho shoujo: raggiungere il mondo umano per aiutare le persone a riscoprire i propri sogni, la speranza e la capacità di immaginare un futuro migliore.
Il suo arrivo sulla Terra non è casuale, ma fa parte di un equilibrio più grande tra il mondo magico e quello degli esseri umani, che rischia di indebolirsi quando le emozioni positive vengono meno.
Per interagire con il mondo umano, Dolceluna utilizza un bracciale magico che le consente di trasformarsi in una ragazza adulta. Questa trasformazione non è solo estetica, ma rappresenta anche un modo per assumere un ruolo più adatto a situazioni che richiedono maturità e responsabilità. Durante le sue avventure, la protagonista si confronta con persone comuni, spesso alle prese con difficoltà quotidiane, e interviene con discrezione per aiutarle a superare ostacoli interiori ed esterni.
3. Bia – La sfida della magia

“Bia – La sfida della magia” (Majokko Megu-chan, ovvero “La maghetta Meg-chan”) nasce come serie anime nel 1974 a cura della Toei Animation. In Italia approda nel 1982. In totale sono 72 episodi, anche se alcuni non sono stati trasmessi integralmente nel nostro Paese a causa dei contenuti più maturi presenti in diverse puntate, che affrontano temi delicati come depressione, perdita e suicidio (ne abbiamo parlato in questo articolo).
Questi episodi, per questo motivo, risultano difficilmente reperibili nelle versioni doppiate o sottotitolate, rendendo l’opera parzialmente incompleta nel suo adattamento italiano.
La protagonista è Bia, una giovane candidata al trono del mondo delle streghe. Si ritrova inserita in un percorso di formazione che la mette costantemente alla prova sia sul piano magico che su quello emotivo. Nel suo cammino incontra la rivale e al tempo stesso amica Noa, con la quale condivide il destino e il confronto continuo per dimostrare di essere degna del ruolo di regina. La loro crescita non avviene in isolamento, ma attraverso una serie di sfide inviate dal mondo delle streghe sulla Terra.
Ad ostacolarle intervengono Ciosa e i suoi alleati, figure incaricate di mettere alla prova le due candidate attraverso situazioni complesse e spesso imprevedibili. Questi antagonisti non rappresentano soltanto una minaccia esterna. Funzionano anche come strumenti narrativi che spingono le protagoniste a confrontarsi con i propri limiti, le proprie paure e le proprie scelte morali. Il contesto terrestre diventa così un vero e proprio banco di prova in cui magia e realtà si intrecciano continuamente.
L’opera è ricordata anche per alcune caratteristiche stilistiche e contenuti che, all’epoca, risultavano insoliti per il genere. Tra questi una rappresentazione più audace del corpo della protagonista in diverse scene. Questo elemento contribuì a renderla nota anche a un pubblico più ampio, inclusi spettatori maschili, distinguendola da altre serie del periodo.
4. Sugar Sugar Rune

Sugar Sugar Rune esce in versione manga di Moyoco Anno nel 2003. La serie anime, composta da 51 episodi, viene realizzata nel 2005 e arriva in Italia nel 2008. L’opera si distingue nel panorama del maho shoujo per uno stile visivo ricercato e per una narrazione che mescola elementi fiabeschi, dinamiche adolescenziali e temi più profondi legati alle emozioni umane.
Al centro della storia troviamo due giovani amiche e al tempo stesso rivali, candidate al ruolo di regina del regno magico Extramondo: Chocola Meilleur e Vanilla Mieux.
Le due protagoniste vengono inviate nel mondo umano con una missione precisa. Competere tra loro raccogliendo i Cristalli del Cuore, ovvero le emozioni positive generate dagli esseri umani, che assumono valore come forma di energia e indicatore della loro crescita personale. La sfida non si basa soltanto su abilità magiche, ma anche sulla capacità di comprendere gli altri e instaurare relazioni autentiche.
Chocola si trova inizialmente in una posizione di svantaggio rispetto a Vanilla, sia per carattere sia per approccio alla missione. È più impulsiva, diretta e incline a seguire le proprie emozioni, mentre Vanilla appare più timida e riservata, ma anche più disciplinata. Questo contrasto alimenta la competizione tra le due, che si sviluppa però anche come percorso di crescita reciproca, in cui rivalità e amicizia convivono e si influenzano a vicenda.
Nel corso delle vicende, Chocola sviluppa sentimenti per Pierre, un compagno di scuola che sembra distante e misterioso. Tuttavia, Pierre non è ciò che appare. Si rivela essere un mago nero, il Principe dei Malefici, appartenente a un mondo in contrasto con quello delle protagoniste. Questa relazione introduce una tensione narrativa significativa, intrecciando elementi romantici con il conflitto tra luce e oscurità, e aggiungendo complessità alle scelte della protagonista.
5. Ransie la strega (Batticuore notturno)

Ransie la strega (Batticuore notturno) nasce come manga di Koi Ikeno nel 1982. Nello stesso anno viene realizzato anche l’adattamento anime, composto da 34 episodi. L’opera si inserisce nel filone delle storie con elementi soprannaturali, ma lo interpreta in chiave leggera e spesso ironica, mescolando situazioni romantiche, dinamiche scolastiche e aspetti fantastici legati all’identità dei personaggi.
La protagonista è Ransie Lupescu, una ragazza appartenente a una famiglia particolare: il padre è un vampiro e la madre una lupa mannara. Nonostante le sue origini, la famiglia vive sulla Terra in incognito, cercando di integrarsi nella vita umana e mantenendo nascosta la propria natura.
Questo doppio livello tra mondo magico e quotidianità è uno degli elementi centrali della narrazione, che gioca costantemente sul contrasto tra ciò che i personaggi sono e ciò che mostrano all’esterno. Ransie possiede diverse capacità speciali, tra cui quella più caratteristica: può trasformarsi nella persona che riesce a mordere. Questo potere diventa spesso fonte di situazioni comiche, ma anche di complicazioni narrative. Le trasformazioni influenzano il modo in cui interagisce con gli altri e gestisce i propri sentimenti. L’identità, in questo senso, non è mai fissa ma mutevole, riflettendo anche il percorso emotivo della protagonista.
Contro il volere dei genitori, Ransie si innamora di un suo compagno di scuola, Paul Cavor, conosciuto anche come Shun Makabe. Paul è un giovane pugile dal carattere determinato, e la relazione tra i due si sviluppa tra incomprensioni, timidezze e momenti di vicinanza che danno alla storia una forte componente romantica. Tuttavia, il loro rapporto è reso più complesso dalle differenze tra i loro mondi e dalle aspettative familiari che gravano su Ransie.
Nel corso della vicenda emergono anche figure che alimentano il triangolo relazionale e le tensioni emotive, come Lisa (Yoko), rivale in amore di Ransie, e Donald (Kunihiko Takaba), uno spasimante che mostra un interesse costante nei suoi confronti. Questi personaggi contribuiscono a creare un intreccio fatto di gelosie, equivoci e dinamiche sentimentali tipiche delle storie shoujo, arricchite però dalla componente fantastica.
6. Streghe per amore

Titolo originario “Urutora Maniakku” (Ultra Maniac) è un manga di Wataru Yoshizumi del 2001. L’adattamento anime, composto da 26 episodi, arriva in Italia nel 2003. L’opera si colloca in una fase più recente del genere, mantenendo gli elementi tipici del maho shoujo ma declinandoli in una chiave più scolastica, romantica e leggera, con un’impostazione narrativa che alterna situazioni quotidiane a interventi magici spesso imprevedibili.
La storia ruota attorno a due protagoniste: Ayu Tateishi, una ragazza umana dal carattere composto e affidabile, e Nina Sakura, una giovane strega proveniente dal mondo magico.
Le due diventano amiche e Nina decide di aiutare Ayu nella sua vita sentimentale, in particolare nei tentativi della protagonista di avvicinarsi a Kaji Tetsushi, il ragazzo di cui è innamorata. L’aiuto di Nina, tuttavia, non sempre produce risultati lineari: la magia, infatti, tende a generare effetti collaterali o situazioni inattese che complicano ulteriormente i rapporti tra i personaggi.
Parallelamente, anche Nina vive una propria trama sentimentale. Nel mondo magico, infatti, c’è Yuta Kirishima, uno spasimante che prova interesse nei suoi confronti. Questo elemento introduce un doppio livello narrativo: da un lato le vicende di Ayu nel mondo umano, dall’altro le dinamiche affettive e relazionali che coinvolgono Nina nel suo ambiente d’origine. L’intreccio tra i due piani contribuisce a dare equilibrio alla storia, mostrando come le esperienze emotive attraversino entrambi i mondi.
7. Jewelpet

Chiudiamo questa carrellata con Jewelpet. Si tratta di un franchise anime di genere maho shoujo nato dalla collaborazione tra Sanrio e SEGA Toys, avviato nel 2009 e sviluppato a partire da una linea di giocattoli a tema “animali gioiello”. La serie introduce un universo in cui creature magiche chiamate Jewelpet convivono con esseri umani e apprendono la magia, spesso formando legami con partner umani scelti nel corso delle loro avventure.
La prima serie segue un’impostazione tipica del genere, con protagonisti impegnati in missioni che ruotano attorno alla crescita personale, all’amicizia e alla raccolta di oggetti magici, mentre le stagioni successive sperimentano toni e stili differenti, passando da storie più tradizionali a narrazioni comiche, scolastiche o persino più mature.
Ambientata tra il mondo umano e il regno di Jewel Land, la saga si distingue per la presenza di un ampio cast di personaggi ricorrenti e per una struttura narrativa flessibili. Il franchise si è inoltre espanso con film, merchandising e numerosi prodotti correlati.
Altri manga e anime con le streghette
Accanto a questi titoli, il panorama delle streghette e delle magical girl include molte altre opere storiche che hanno contribuito a definire il genere fin dalle sue origini. Tra gli esempi degli anni ’70 e ’80 si trovano “La maga Chappy” (1972), “I bon bon magici di Lilly” (1970), “Sally la maga” (1966), “Lilli un guaio tira l’altro” (1978), “Lulù l’angelo tra i fiori” (1979) e “Lalabel” (1980). Tutte caratterizzate da protagoniste dotate di poteri magici inserite in contesti quotidiani.
Negli anni ’90 il genere continua a evolversi con titoli come “Mary Bell” (1992), “Luna principessa argentata” (1997) e “Magica Doremì” (1999). Dal 2000 in poi arrivano nuove serie come “Gira il mondo Principessa Stellare” (2001) e “Twin Princess – Principesse gemelle” (2005). Queste serie reinterpretano gli elementi classici del maho shoujo aggiornandoli a sensibilità e contesti più moderni. Voi quali titoli avete visto e quali preferite?
