Black Jack: in che ordine guardare le serie anime e i film

L’universo narrativo di Black Jack è vasto, complesso e incredibilmente affascinante. Per chi si avvicina per la prima volta a questa saga, creata da Osamu Tezuka, non è semplice orientarsi tra i vari titoli, gli adattamenti e le versioni disponibili. Alcune opere non sono mai arrivate in Italia in forma ufficiale e per questo motivo la community di appassionati ha realizzato sottotitoli amatoriali che hanno permesso di diffondere la storia anche fuori dal Giappone. Vediamo insieme come approcciare al meglio questo capolavoro che nasce negli anni ’70 e che ancora oggi mantiene intatta la sua forza narrativa.

Chi è l’autore di Black Jack: Osamu Tezuka, il padre dei manga

Dietro Black Jack c’è la mano di Osamu Tezuka (1928-1989), definito non a caso il Padre dei manga. Tezuka è una figura centrale nella cultura giapponese: ha rivoluzionato il fumetto introducendo uno stile narrativo e grafico che avrebbe influenzato intere generazioni di autori.

Oltre a Black Jack, il suo nome è legato a opere leggendarie come Astro Boy (il primo anime televisivo della storia, 1963), Kimba, il leone bianco (1950), La principessa Zaffiro (1953) e La storia dei tre Adolf (1983). La sua produzione è ampia e ha contribuito a diffondere i manga anche in Occidente.

Un aspetto meno noto è che Tezuka era laureato in medicina: probabilmente da qui nasce la sua passione per i temi scientifici e medici che ritroviamo in Black Jack. Anche per questo questa storia è quella che più lo rappresenta.

La trama di Black Jack

Il manga Black Jack esordì nel 1973 sulle riviste giapponesi e proseguì per 25 volumi. In Italia arrivò solo nel 1995, quasi vent’anni dopo.

Il protagonista è Kuroo Hazama, conosciuto come Black Jack: un chirurgo geniale, capace di operazioni impossibili che spesso sfidano i limiti della scienza. Nonostante le sue capacità straordinarie, esercita senza licenza e per questo vive ai margini del sistema ufficiale, guadagnandosi nemici ma anche numerosi sostenitori.

Il soprannome Black Jack richiama sia il gioco di carte, simbolo di azzardo e fortuna, sia l’immaginario piratesco: il volto sfigurato dalle cicatrici e il carattere spigoloso lo rendono quasi un eroe oscuro, a metà tra salvatore e fuorilegge.

Accanto a lui troviamo Pinoko, una ragazza dall’aspetto infantile che però ha 18 anni: il suo corpo è un esoscheletro artificiale creato da Black Jack stesso per salvarla da una condizione mortale. Pinoko è innamorata del chirurgo e si considera sua moglie, anche se il loro rapporto resta ambiguo e complesso.

Le serie anime di Black Jack: ordine di visione consigliato

Dal manga sono nate diverse trasposizioni animate, realizzate in epoche differenti e con approcci stilistici vari. Tuttavia, guardando le date di uscita ci accorgiamo di una cosa: il manga Black Jack nasce nel 1973, ma la prima vera serie anime televisiva arriva solo nel 2004! Come mai? Il manga affronta temi molto forti: operazioni chirurgiche grafiche, casi medici disperati, riflessioni etiche sulla vita e sulla morte. Negli anni ’70 e ’80 l’animazione giapponese era ancora vista principalmente come un prodotto per bambini e famiglie.

Un anime di Black Jack, con toni cupi, sangue e dilemmi morali, sarebbe stato difficile da proporre in TV. Negli anni ’80 e ’90, quando il mercato degli anime iniziò a diversificarsi, Black Jack trovò spazio nel formato OAV (Original Anime Video). Questo formato, venduto direttamente in VHS o LaserDisc, permetteva più libertà creativa rispetto alla TV. È qui che vediamo nascere capolavori come i 10 OAV diretti da Osamu Dezaki (1993).

Prima ancora di una serie regolare, quindi, Black Jack veniva testato come prodotto di nicchia per un pubblico adulto. La scomparsa di Osamu Tezuka rallentò molti progetti legati alle sue opere. Solo dopo alcuni anni la Tezuka Productions, guidata dal figlio Makoto, trovò la spinta per rilanciare Black Jack in formato televisivo. È proprio la sua direzione che porta alla nascita di Black Jack TV (2004). Con l’inizio degli anni 2000, l’industria anime si aprì molto di più a prodotti destinati a un pubblico adulto. Così si decise di produrre anche la serie anime completa.

Ma da dove cominciare quindi? Ecco una guida per orientarsi e capire in quale ordine guardarle.

1. Black Jack TV (2004-2006, 61 episodi)

Questa lunga serie televisiva rappresenta il miglior punto di partenza per chi vuole immergersi nell’universo del medico fuorilegge. È inedita in Italia, ma si può trovare con sottotitoli amatoriali realizzati dai fan. La produzione è della Tezuka Productions, fondata dallo stesso autore, e la regia è di Makoto Tezuka, figlio di Osamu.

2. Black Jack 21 (2006, 17 episodi)

Sequel diretto della serie precedente, anch’essa realizzata dalla Tezuka Productions. La regia è condivisa tra Makoto Tezuka e Satoshi Kuwabara. Anche questa non è mai arrivata in Italia ufficialmente, ma esistono sottotitoli amatoriali reperibili online.

3. Black Jack – Dieci indagini nel buio (1993, 10 OAV)

Una delle versioni più celebri e apprezzate, diretta dal maestro Osamu Dezaki, noto per aver firmato anche Lady Oscar, Jenny la tennista e Rocky Joe. Lo stile è cupo e drammatico, con atmosfere che sfiorano l’horror e momenti di forte intensità emotiva. In Italia gli OAV sono stati distribuiti da Yamato Video con doppiaggio ufficiale.

4. Black Jack – La sindrome di Moira (1996, film)

Sempre firmato da Osamu Dezaki, questo film è disponibile doppiato in italiano e rappresenta un ulteriore tassello nell’universo animato del personaggio.

5. Young Black Jack (2015, 12 episodi)

Basato sul manga omonimo scritto da Yoshiaki Tabata e disegnato da Yūgo Ōkuma, racconta gli anni giovanili del protagonista, prima che diventasse il leggendario chirurgo senza licenza. Questa serie è arrivata anche in Italia con sottotitoli ufficiali, rendendola più accessibile rispetto ad altre.

Io vi consiglio di guardare gli OAV degli anni ’90, conosciuti anche come Dieci indagini nel buio, distribuiti da Yamato Video con doppiaggio italiano: restano il modo migliore per scoprire la versione più cupa e fedele al manga originale. Potete anche guardare la serie più recente Young Black Jack (2015), trasmessa con sottotitoli ufficiali e oggi accessibile sul Prime Video. Questi due adattamenti rappresentano un ottimo punto di partenza per i fan italiani che vogliono entrare nel mondo del chirurgo fuorilegge creato da Osamu Tezuka.

Black Jack e il suo fascino senza tempo

Nonostante siano passati decenni dalla sua prima pubblicazione, Black Jack resta un’opera estremamente moderna. I temi affrontati – il valore della vita, l’etica della medicina, il rapporto tra denaro e salute – sono di grande attualità. Il personaggio di Black Jack incarna la figura del genio solitario, capace di sfidare l’ordine costituito pur di salvare vite, ma senza mai perdere il suo lato umano e contraddittorio.

Osamu Tezuka non ha mai spiegato in modo univoco perché abbia scelto di fare di Black Jack un medico fuorilegge e non un chirurgo “normale”, ma ci sono alcune ragioni che emergono chiaramente conoscendo la sua vita e il suo stile narrativo

Vi ho spiegato che Tezuka era laureato in medicina e durante gli studi ebbe modo di conoscere da vicino il mondo sanitario giapponese degli anni ’50 e ’60. Vide la rigidità del sistema, la burocrazia e le ingiustizie legate all’accesso alle cure. Probabilmente per questo decise di creare un personaggio che agisse fuori dalle regole per poter salvare chi altrimenti sarebbe stato abbandonato.

Se Black Jack fosse stato un medico “ordinario”, legato a un ospedale o a un’autorità sanitaria, Tezuka avrebbe avuto molti limiti nel raccontare le storie. Rendendolo un fuorilegge, libero da vincoli, poteva inserirlo in situazioni più estreme: pazienti che i dottori rifiutano, casi impossibili, operazioni in luoghi pericolosi, persino richieste da criminali o dittatori. Questo ampliava enormemente il ventaglio narrativo. Tezuka usava spesso i manga per lanciare messaggi. Con Black Jack mette in discussione l’etica della medicina, mostrando come a volte il sistema sanitario si pieghi al denaro e al potere. Un medico che chiede cifre enormi ma salva vite impossibili diventa un paradosso che costringe i lettori a riflettere su cosa sia davvero il “valore della vita”.

Black Jack incarna il mito del “genio isolato” che non si piega alle regole comuni. È un personaggio che affascina proprio perché vive in bilico tra bene e male, tra altruismo e avidità. Questo dualismo lo rende molto più interessante di un medico tradizionale. In parte, Black Jack può essere visto come un moderno ronin (samurai senza padrone): un uomo senza vincoli, che agisce secondo un suo codice personale di giustizia. Questa è una figura ricorrente nella cultura giapponese, molto amata dal pubblico.

Scopri altri articoli su Anime e Manga nella sezione ANIME

Non puoi copiare il contenuto di questa pagina

Torna in alto