11 personaggi LGBT che hanno segnato la storia di manga e anime

Se provi a pensare a personaggi LGBT in manga e anime, quali ti vengono in mente? Forse alcuni nomi emergono subito, altri restano più sfumati nella memoria. Ma una cosa è certa: il mondo dell’animazione e del fumetto giapponese ha da sempre mostrato una sensibilità particolare verso le identità non conformi, molto prima che se ne parlasse apertamente come oggi.

Già dagli anni ’50, con la figura rivoluzionaria della principessa Zaffiro, i manga e gli anime hanno introdotto personaggi dall’identità fluida, capaci di rompere i confini rigidi tra maschile e femminile e di mettere in discussione i ruoli di genere tradizionali.

Ripensandoci ora, mi colpisce quanto questi personaggi siano sempre stati presenti e quanto, da bambina, non li percepissi affatto come diversi o eccezionali. Erano semplicemente parte della storia, della normalità di quei mondi che amavo.
Non c’era bisogno di etichette: esistevano, e tanto bastava. Anzi, proprio quei personaggi mi affascinavano più degli altri. Ho sempre adorato le figure femminili dai tratti androgini, forti e ambigue. Come Lady Oscar, che incarnava un’idea di identità libera e coraggiosa. Allo stesso modo, anche fuori dal mondo degli anime, amavo profondamente Fantaghirò: non era un cartone giapponese, ma una serie TV che mi ha segnata, con una protagonista che si veste da uomo, combatte, sceglie il proprio destino e sfida apertamente le aspettative imposte.

Col senno di poi, mi rendo conto che questi personaggi LGBT o gender non conforming ci sono sempre stati, silenziosi ma potentissimi, e hanno contribuito a formare l’immaginario di intere generazioni senza bisogno di proclami. Questa selezione raccoglie alcuni tra i più celebri e significativi: personaggi che forse avevi dimenticato, ma che hanno aperto la strada a una rappresentazione più libera, complessa e autentica delle identità, molto prima che diventasse un tema centrale nel dibattito culturale.

11 personaggi LGBT di manga e anime che hanno sfidato le convenzioni di genere

1. Sailor Uranus, Sailor Neptune e le Sailor Starlights (Sailor Moon)

Sailor Moon è senza dubbio una delle opere che più hanno contribuito, in modo naturale e rivoluzionario, alla rappresentazione di personaggi LGBT nel mondo degli anime. Fin dalle sue stagioni più mature, la serie ha introdotto identità e relazioni fuori dagli schemi senza mai trattarle come qualcosa di scandaloso o da giustificare, ma semplicemente come parte integrante della storia.

Nella terza serie fanno il loro ingresso Michiru Kaiou (Sailor Neptune) e Haruka Ten’ou (Sailor Uranus), una delle coppie lesbiche più iconiche dell’animazione giapponese. Il loro legame è elegante, profondo e basato su una forte complicità emotiva, oltre che su un grande rispetto reciproco. Haruka, in particolare, colpisce per la sua espressione di genere androgina: veste spesso abiti maschili, ha modi decisi e sicuri, e incarna una femminilità diversa, che all’epoca risultava estremamente affascinante e fuori dagli standard.

Nella quinta serie, Sailor Stars, la rappresentazione si fa ancora più audace con l’introduzione dei Three Lights, un gruppo musicale maschile che, durante le battaglie, si trasforma nelle Sailor Starlights, assumendo sembianze femminili. Questo gioco di identità, trasformazione e fluidità di genere è uno degli elementi più interessanti dell’intera saga. I personaggi vivono tra due espressioni diverse di sé, mettendo in discussione la rigidità dei ruoli di genere.

2. Ranma (Ranma ½)

Nel celebre manga e anime di Rumiko Takahashi, il protagonista Ranma Saotome è protagonista di una delle rappresentazioni più iconiche di fluidità di genere nell’animazione giapponese. A causa di un incantesimo legato a una sorgente maledetta, Ranma cambia sesso: quando viene a contatto con l’acqua fredda assume sembianze femminili, mentre con l’acqua calda torna maschio. Questa condizione, se da un lato crea numerose situazioni comiche, dall’altro introduce in modo naturale una riflessione sul genere e sull’identità, mostrando come i confini tra maschile e femminile possano essere più fluidi di quanto spesso si immagini.

La doppia natura di Ranma complica inevitabilmente la sua relazione con la promessa sposa Akane Tendo. Idue si trovano a navigare tra gelosie, malintesi e sentimenti ambivalenti, il tutto arricchito da gag e situazioni esilaranti con pretendenti di entrambi i sessi.

3. Ymir e Hange (Attack on Titan)

In Attack on Titan, le tematiche LGBT emergono in modo sottile ma significativo attraverso alcuni dei personaggi più complessi della serie. Ymir, ad esempio, vive una storia d’amore intensa e profonda con Krista/Historia. La loro relazione non è solo romantica, ma anche emotivamente cruciale: Ymir dimostra una devozione e un affetto che vanno oltre le circostanze estreme in cui vivono, offrendo un ritratto sincero e toccante di amore tra donne. La delicatezza con cui viene raccontato questo legame ha colpito molti fan, soprattutto perché non è relegato a un ruolo secondario o stereotipato, ma intrecciato direttamente alla trama e alla crescita dei personaggi.

Il personaggio di Hange Zoë, invece, offre un’altra forma di rappresentazione: nel manga, Hange è presentato con un’identità di genere volutamente indefinita, mentre nell’adattamento anime viene spesso raffigurato con tratti femminili. Questa scelta narrativa contribuisce a creare un personaggio che sfida le categorie rigide di genere e ruolo, concentrandosi invece sulle capacità, la passione scientifica e l’umanità di Hange. La fluidità della sua identità aggiunge profondità e complessità alla serie, mostrando come anche in un mondo dominato da conflitti e pericoli ci sia spazio per personaggi che vivono se stessi senza conformarsi agli stereotipi.

4. Shiller (Kiss me Licia / Love Me Knight)

In Kiss me Licia (conosciuto anche come Love Me Knight), Shiller è uno dei personaggi più intriganti perché porta con sé un’elegante dose di ambiguità sessuale, insolita per un anime degli anni ’80. Pur essendo inizialmente presentato come il rivale musicale di Mirko/Go Kato, il suo interesse per lui va ben oltre la semplice competizione professionale. Shiller non nasconde le proprie attenzioni: si avvicina a Mirko con gesti spesso molto “fisici” e con un atteggiamento che sfida apertamente le convenzioni romantiche e sessuali del contesto narrativo.

Questa ambiguità rende Shiller un personaggio affascinante e leggermente trasgressivo, capace di creare dinamiche comiche ma anche stimolanti all’interno della serie. Non è mai giudicato o punito per il suo comportamento: la sua presenza aggiunge varietà, colore e un pizzico di erotismo leggero, mostrando come anche in opere apparentemente “leggere” si possano trovare accenni a relazioni e attrazioni non eteronormative.

5. Lady Oscar

Lady Oscar, l’eroina intramontabile di Lady Oscar – Le Rose di Versailles, è uno dei personaggi più iconici nella storia dell’animazione e del fumetto, non solo per il coraggio e la determinazione, ma anche per il modo in cui sfida le convenzioni sociali del suo tempo. Cresciuta come un uomo per volere del padre, Oscar assume ruoli tipicamente maschili, diventa comandante delle guardie reali e affronta la vita con un senso del dovere e una sicurezza straordinari. Tuttavia, sotto questa armatura di forza e disciplina, Oscar è anche incredibilmente sensibile, capace di provare e ricevere affetto in maniera intensa e sfumata.

Da bambina, per me Lady Oscar era semplicemente una figura straordinaria, e il fatto che fosse così ambigua, forte e capace di affezionarsi sia a uomini che a donne non suscitava alcuna riflessione particolare: era la normalità. Anzi, ho sempre adorato il suo aspetto androgino, il suo modo di muoversi e di vestirsi, e quella libertà di essere sé stessa mi affascinava più di qualsiasi altra cosa.

6. Yuda (Ken il guerriero)

In Ken il guerriero, Yuda è uno dei personaggi più memorabili e controversi per la sua rappresentazione dell’ambiguità sessuale e dell’auto-espressione. Guerriero della Scuola di Nanto, Yuda si distingue subito per il suo stile unico: ama truccarsi con rossetto e ombretto, giocando con un’estetica femminile che contrasta con la sua forza letale. Questo non è mai presentato come qualcosa di ridicolo o debolezza, ma come parte integrante della sua identità, un modo per esprimere se stesso anche in un mondo dominato dalla violenza e dalla rigidità dei ruoli maschili.

La sua storia con Rei è intensa e tragica. Nonostante siano avversari mortali, Yuda prova un’attrazione profonda e sincera per lui. La dichiarazione d’amore che fa a Rei al termine del loro combattimento a sangue è uno dei momenti più toccanti e memorabili dell’intera serie: Yuda, ferito mortalmente, muore felice tra le braccia del rivale, mostrando un’intensità emotiva rara in un anime di combattimento. È un momento che unisce eros e pathos, forza e vulnerabilità, trasformando un semplice scontro in una scena di amore e accettazione.

7. Irwin e Georgie (Lady Georgie)

In Lady Georgie, le tematiche di identità e attrazione si intrecciano in modi delicati e complessi. La protagonista, Georgie, per un periodo della storia assume un’identità maschile sotto il nome di Joe Buttman e si imbarca come marinaio. Questo travestimento le permette di muoversi liberamente in un mondo dominato dagli uomini e di vivere avventure che altrimenti le sarebbero precluse. Durante questo periodo, Georgie finisce per conquistare l’affetto della giovane Catherine Barnes, che si innamora di “Joe” senza sapere la sua vera identità. La situazione introduce un’interessante dinamica di attrazione e confusione di genere, mostrando come il cuore possa affezionarsi alle persone al di là dei ruoli tradizionali o delle apparenze.

Verso la fine della serie, entra in scena Irwin, figlio del duca Dangering, che sviluppa un sentimento romantico per Arthur, fratello di Georgie. Anche qui, l’amore viene rappresentato in maniera naturale, senza eccessivi drammi o condanne. Irwin prova sinceramente un’attrazione per un personaggio dello stesso sesso, rendendo chiaro che l’amore e l’affetto non devono necessariamente seguire regole rigide. Questi momenti, combinati con l’esperienza di Georgie travestita da uomo, conferiscono alla serie un’atmosfera di fluidità emotiva e di apertura ai diversi tipi di legame.

8. Kaworu (Neon Genesis Evangelion)

Kaworu Nagisa è uno dei personaggi più enigmatici e memorabili di Neon Genesis Evangelion e della relativa serie di film Rebuild of Evangelion. Appare per la prima volta nell’episodio 24 della serie originale e il suo ruolo, seppur breve, è fondamentale per la trama e per lo sviluppo emotivo del protagonista Shinji Ikari. Kaworu è il diciassettesimo angelo, conosciuto anche come Tabris, ma assume la forma di un essere umano, permettendo al pubblico di relazionarsi con lui nonostante la sua natura sovrumana.

La sua presenza introduce una delle prime e più complesse rappresentazioni di amore omosessuale nella storia degli anime mainstream. Il rapporto tra Kaworu e Shinji è intenso, ambiguo e profondamente emotivo. Kaworu mostra a Shinji affetto, attenzione e comprensione in un modo che nessun altro personaggio riesce a fare, creando un legame che oscilla tra amicizia, attrazione e devozione. Questo rapporto ha un tono quasi ossessivo, ma mai volgare o forzato. Trattato con delicatezza e intensità psicologica, diventa uno dei momenti più toccanti e controversi della serie.

Oltre alla dimensione romantica, Kaworu rappresenta anche un’idea di fluidità e non conformità: il suo essere contemporaneamente umano e angelo, insieme al suo affetto libero da convenzioni sociali, lo rende un personaggio che sfida le categorie rigide e invita lo spettatore a riflettere sulla complessità dei sentimenti e dell’identità.

9.Grifis (Berserk)

Grifis, l’antagonista principale di Berserk di Kentaro Miura, è uno dei personaggi più complessi e affascinanti del manga, non solo per le sue ambizioni e la sua mente strategica, ma anche per il modo in cui la sua identità e sessualità sfidano categorie rigide. Il suo aspetto androgino e le sue modalità di comportamento lo rendono un personaggio intrigante e ambiguo, capace di attrarre sia uomini che donne. Pur non essendo mai etichettato esplicitamente come LGBT nel manga, diversi aspetti della sua personalità e delle sue relazioni lasciano ampio spazio a interpretazioni in chiave queer.

Grifis intrattiene una relazione ufficiale con la principessa Charlotte, che gli permette di rafforzare la propria posizione sociale e politica. Tuttavia, la sua attrazione e il suo coinvolgimento con uomini compaiono in vari momenti della storia, sia come strumenti per ottenere potere e risorse per il suo esercito, sia come legami personali, intensi e profondi. In particolare, la sua relazione con Gatsu (Guts), l’altro protagonista della serie, è straordinariamente complessa. Un mix di ammirazione, rivalità, ossessione e, secondo molte interpretazioni, possibile attrazione romantica o sessuale. La serie non conferma mai esplicitamente questi sentimenti, lasciando che il loro legame resti misterioso e ambiguo, ma la forza emotiva e la tensione tra i due personaggi sono palpabili in ogni loro incontro.

10. Shun/Andromeda e Fish (Saint Seiya)

In Saint Seiya, Shun di Andromeda si distingue subito per i suoi tratti delicati e femminili, che lo rendono uno dei personaggi più eleganti e riconoscibili della serie. La sua natura gentile, pacifica e sensibile contrasta con la violenza del mondo dei Cavalieri, e la sua estetica androgina, dai capelli lunghi al fisico slanciato, lo ha reso un personaggio amato da molti fan, soprattutto per il modo in cui sfida i tradizionali ruoli maschili negli shonen. Nel reboot di Netflix, questa caratteristica viene ulteriormente enfatizzata: Shun diventa una donna, confermando l’attenzione della serie verso la fluidità di genere e le rappresentazioni non convenzionali.

Nella stessa serie incontriamo anche Fish, noto come Aphrodite dei Pesci. Fish è un cavaliere estremamente elegante e raffinato, con lunghi capelli azzurri e un trucco che richiama la bellezza classica e l’arte. La sua ossessione per le rose, che usa sia come arma che come simbolo estetico, aggiunge un elemento teatrale e sensuale al personaggio, rendendolo un esempio di come Saint Seiya giochi con l’ambiguità di genere e l’estetica romantica anche nei combattenti più potenti.

Questi personaggi, Shun e Fish, dimostrano come anche in serie d’azione e shonen, spesso considerate per ragazzi, ci sia spazio per la rappresentazione di tratti androgini, sensibilità e sfumature sessuali o estetiche che sfidano gli stereotipi tradizionali.

11. Jun Fudo (Devil Lady)

La protagonista dell’opera Devil Lady di Go Nagai è Jun Fudo, una giovane modella che scopre di possedere la capacità di trasformarsi in un potente demone femminile, noto come Devil Lady. A differenza di molti altri demoni della serie, Jun riesce a mantenere il controllo sulla sua umanità, bilanciando la forza e la ferocia della sua forma demoniaca con la sensibilità e la complessità emotiva della sua vita quotidiana.

Oltre al conflitto tra la sua natura umana e quella demoniaca, Jun ha diverse interazioni significative con altri personaggi femminili. Questi rapporti, a volte intensi e profondamente emotivi, possono essere interpretati come legami romantici o come manifestazioni di affetto LGBT. La serie esplora temi di desiderio, attrazione e complicità tra donne in maniera sottile ma significativa, senza cadere in stereotipi o caricature. I sentimenti di Jun vengono rappresentati come autentici, complessi e parte integrante della sua crescita personale e della narrazione.

Se vuoi saperne di più su Devil Lady leggi il mio articolo “Il finale di Devil Lady di Go Nagai: cosa accade nello spin-off di Devilman”

Non puoi copiare il contenuto di questa pagina

Torna in alto